venerdì 28 ottobre 2011

Salutiamo un grande maestro


Il 12 Ottobre scorso, Dennis Ritchie è morto in solitudine nella sua casa di Murray Hill nel
New Jersey. I media hanno vergognosamente ignorato questa notizia, sia negli Stati Uniti,
sia nel resto del mondo. Solo poche anse hanno liquidato in due righe la notizia. Eppure
nel nostro mondo della Computer Science, Ritchie è stato un personaggio chiave ed un
grande maestro che ha contribuito allo sviluppo di tutta la tecnologia che usiamo oggi. La
sua influenza nell’anticipare e “creare” il futuro è stata pari a quella di Steve Jobs, morto la
settimana prima. Sono imbarazzato nel descrivere chi è e cosa è stato Dennis Ritchie.
Come mi ha scritto un mio collega subito dopo la morte di Ritchie: “grazie a lui ci hanno

pagato un sacco di stipendi”. A lui dobbiamo il sistema operativo UNIX (scritto a quattro
mani con il suo collega e grande amico Ken Thompson). A lui dobbiamo i linguaggi B,
BCPL ed infine il linguaggio C. Quando io sono nato, nel 1968, Ritchie riceveva ad
Harvard il dottorato di ricerca in Computer Science con una tesi intitolata “Program

Structure and Computational Complexity”. Nel 1983 Dennis Ritchie è stato insignito della
più alta onorificenza alla quale noi “Scienziati dei Computer” possiamo aspirare: l’ACM

Turing Award. Questa onorificenza (equivalente al premio Nobel) gli è stata conferita
proprio per i suoi studi seminali e per i suoi lavori che hanno modificato in maniera così
profonda il nostro modo di vedere la programmazione. Consiglio a tutti di andare a leggere
tenuto in
occasione della consegna del premio. Unica la sua chiarezza di pensiero, ha insegnato a
tutti noi programmatori l’eleganza nello scrivere codice. Non voglio e non posso
aggiungere altro su Dennis Ritchie. Chiudo con le parole della sorella e dei due fratelli di
Dennis dette in occasione del suo funerale:

“Dennis was an unfailingly kind, sweet, unassuming, and generous brother--and of

course a complete geek. He had a hilariously dry sense of humor, and a keen

appreciation for life's absurdities--though his world view was entirely devoid of

cynicism or mean-spiritedness.

We are terribly sad to have lost him, but touched beyond words to realize what a

mark he made on the world, and how well his gentle personality--beyond his

accomplishments--seems to be understood.

Lynn, John, and Bill Ritchie “

Grazie di tutto Dennis Ritchie.
Luca Ciciriello

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