sabato 29 ottobre 2011

Marcia indietro HP, rimane nel mercato PC





Dopo aver annunciato la vendita del ramo d'azienda relativo ai PC (trovate qui la notizia) HP fa marcia indietro.


La nuova CEO Meg Whitman, ex CEO di eBay, annuncia attraverso un comunicato stampa che HP non ha nessuna intenzione di vendere il proprio ramo d'azienda dedicato al mercato PC.


Scrive inoltre HP: "PSG has a history of innovation and technological leadership as well as an established record of industry-leading profitability. It is the No. 1 manufacturer of personal computers in the world with revenues totaling $40.7 billion for fiscal year 2010."


Altro tasto toccato da HP è proprio l'aspetto economico di questo tipo di operazione, visto che dalle analisi fatte, relative ad una vendita del ramo PC, i costi di questa operazione supererebbero i possibili benefit. 

venerdì 28 ottobre 2011

Salutiamo un grande maestro


Il 12 Ottobre scorso, Dennis Ritchie è morto in solitudine nella sua casa di Murray Hill nel
New Jersey. I media hanno vergognosamente ignorato questa notizia, sia negli Stati Uniti,
sia nel resto del mondo. Solo poche anse hanno liquidato in due righe la notizia. Eppure
nel nostro mondo della Computer Science, Ritchie è stato un personaggio chiave ed un
grande maestro che ha contribuito allo sviluppo di tutta la tecnologia che usiamo oggi. La
sua influenza nell’anticipare e “creare” il futuro è stata pari a quella di Steve Jobs, morto la
settimana prima. Sono imbarazzato nel descrivere chi è e cosa è stato Dennis Ritchie.
Come mi ha scritto un mio collega subito dopo la morte di Ritchie: “grazie a lui ci hanno

pagato un sacco di stipendi”. A lui dobbiamo il sistema operativo UNIX (scritto a quattro
mani con il suo collega e grande amico Ken Thompson). A lui dobbiamo i linguaggi B,
BCPL ed infine il linguaggio C. Quando io sono nato, nel 1968, Ritchie riceveva ad
Harvard il dottorato di ricerca in Computer Science con una tesi intitolata “Program

Structure and Computational Complexity”. Nel 1983 Dennis Ritchie è stato insignito della
più alta onorificenza alla quale noi “Scienziati dei Computer” possiamo aspirare: l’ACM

Turing Award. Questa onorificenza (equivalente al premio Nobel) gli è stata conferita
proprio per i suoi studi seminali e per i suoi lavori che hanno modificato in maniera così
profonda il nostro modo di vedere la programmazione. Consiglio a tutti di andare a leggere
tenuto in
occasione della consegna del premio. Unica la sua chiarezza di pensiero, ha insegnato a
tutti noi programmatori l’eleganza nello scrivere codice. Non voglio e non posso
aggiungere altro su Dennis Ritchie. Chiudo con le parole della sorella e dei due fratelli di
Dennis dette in occasione del suo funerale:

“Dennis was an unfailingly kind, sweet, unassuming, and generous brother--and of

course a complete geek. He had a hilariously dry sense of humor, and a keen

appreciation for life's absurdities--though his world view was entirely devoid of

cynicism or mean-spiritedness.

We are terribly sad to have lost him, but touched beyond words to realize what a

mark he made on the world, and how well his gentle personality--beyond his

accomplishments--seems to be understood.

Lynn, John, and Bill Ritchie “

Grazie di tutto Dennis Ritchie.
Luca Ciciriello

Prezzi degli hard disk alle stelle, colpa dell'alluvione in Thailandia





In questi ultimi giorni molti avranno notato un'impennata dei prezzi sugli hard disk.
Tutto questo è stato causato dalle recenti alluvioni avvenute in Thailandia soprattutto nell'area di Bangkok dove hanno sede numerose fabbriche di produttori come Nikon, Western Digital e Seagate.



Proprio Western Digital è l'azienda più colpita, visto che il 60% della sua produzione avviene proprio nelle zone di Bangkok: l'alluvione e la conseguente chiusura degli impianti ha fatto si che l'hardware immesso sul mercato sia in misura molto minore.
Questa situazione, come è facile intuire, ha fatto si che gli altri produttori ne abbiano approfittato aumentando i prezzi, con picchi del 150% in più rispetto al periodo precedente.


Qui potete trovare il comunicato stampa della Western Digital.

venerdì 21 ottobre 2011

Piccoli programmatori crescono.





Gli Stati Uniti avranno anche tanti difetti, ma un pregio dobbiamo riconoscerglielo: sanno 
valorizzare e sostenere le idee. Questa è la storia di un’idea.

Siamo nel 2000, all’università dell’Illinois si sta per laureare Chris Lattner un giovane che 
nei suoi studi si è interessato principalmente di sistemi operativi e di compilatori. Ma la sua 
tesi di laurea verterà su un’idea alla quale sta lavorando già da un po’. 
Tutto nasce da una serie di considerazioni che Chris ha incominciato a fare durante il corso di 
teoria dei compilatori e soprattutto sui compilatori per il linguaggio C/C++. Analizzando molto 
da vicino questi compilatori (e soprattutto gcc) Chris era arrivato alla conclusione che questi 
compilatori si basavano su tecniche di generazione del codice vecchie di decenni. La 
generazione del codice non era “Just In Time” e non esistevano ottimizzazioni cross-file. E 
si era accorto che questi compilatori diventavano sempre più lenti ad ogni nuova release. 
Perché quindi non scrivere un compilatore che avesse le caratteristiche che i compilatori 
all’epoca non avevano? Perché non attingere dalla letteratura tecnica le idee migliori e 
metterle assieme in un moderno compilatore che produca codice estremamente 
ottimizzato e sia molto veloce?
Quindi Chris inizia a lavorare su questa idea. E a questa idea ci lavora dal 2000, anno 
della tesi, fino al 2005, anno in cui inizia a pubblicare i primi risultati della sua ricerca. Gli 
articoli pubblicati da Chris parlano di LLVM (Low Level Virtual Machine), il nome che lui ha 
dato a questo sistema universale di compilazione. Manca ancora un passo. Il front-end. 
Inizialmente Chris ha utilizzato il front-end di gcc (llvm-gcc), ma già nel 2005 ha iniziato a 
lavorare ad un sostituto per questo front-end che in ogni caso reintroduceva quelle 
limitazioni sistemiche proprie di gcc. 
E qui viene il bello. 
Nel frattempo un altro attore della nostra storia, un grande colosso dell’informatica si era 
reso conto delle limitazioni di gcc. Stiamo parlando della Apple. Apple utilizzava gcc per il 
suo ambiente di sviluppo e per la compilazione di tutte le applicazioni e del sistema 
operativo. E proprio nel periodo in cui Chris Lattner pubblicava i suoi risultati la Apple si 
stava guardando attorno per trovare una valida alternativa a gcc. Gli sviluppatori Apple 
provando l’LLVM si sono ritrovati con la soluzione a portata di mano. Lattner è stato subito 
convocato a Cupertino per un seminario su LLVM e sulle innovazioni che questa 
tecnologia introduceva nel mondo dei compilatori. 
Il mese dopo questo seminario, Lattner è stato assunto da Apple e oggi è il capo del team 
che si occupa dell’architettura software dei compilatori del dipartimento ricerca e sviluppo. 
Qui ha visto la luce il nuovo front-end per LLVM, chiamato Clang. L’unione di Clang con 
LLVM fornisce quindi un compilatore innovativo, veloce e che produce codice 
estremamente ottimizzato per i86, i86-64, PowerPC e ARM. 
Tutto quello che vediamo oggi funzionare su macchine Apple è stato compilato con LLVM. 
Io ora sto scrivendo con un word processor compilato con LLVM e tutte le “App” che ci 
sono su iPhone e iPad (sistema operativo compreso) sono state compilate con LLVM. 
Questa è la storia di Chris Lattner e di come una sua idea (quando era ancora studente) 
abbia cambiato il modo di vedere la compilazione. 
Ora una domanda. 
Che fine avrebbe fatto Chris Lattner e la sua idea se si fosse laureato in Italia e in Italia 
avesse pubblicato i suoi risultati? 
Non c’è bisogno che mi rispondiate...

Luca Ciciriello

venerdì 14 ottobre 2011

Programmazione: la lingua che parliamo condiziona il modo in cui vediamo il mondo


Edward Sapir nel 1921 e poi il suo allievo Benjamin Whorf formularono una ipotesi linguistica (nota oggi come ipotesi di Sapir-Whorf) che sosteneva che la lingua che noi parliamo, il nostro linguaggio naturale, influenzava pesantemente il modo in cui noi percepiamo il mondo.
Un esempio.
In italiano “ponte” ha genere maschile e come tale noi italiani siamo abituati ad attribuire ad un ponte aggettivi prettamente maschili. Parleremo infatti di un ponte robusto, forte, solido, ecc. In Tedesco, “ponte” ha invece genere femminile, ed infatti, i tedeschi sono soliti attribuire al ponte aggettivi prettamente femminili. In Germania infatti è usuale sentir dire che un ponte è grazioso, snello, ecc. (qui si immagini questi aggettivi al femminile).
Poi, l’ipotesi di Sapir-Whorf è stata man mano abbandonata, screditata da altre ipotesi fatte da altri linguisti.
Oggi l’ipotesi Sapir-Whorf sta tornando prepotentemente alla ribalta grazie ai lavori e studi di numerosi linguisti e psicologi cognitivi come la mia amica dell’università di Stanford Lera Broditsky.

Proprio qualche settimana fa stavo parlando con Lera della possibilità di adattare l’ipotesi di Sapir-Whorf non solo al linguaggio naturale, ma anche ai linguaggi più formali, ben rappresentati ad esempio dai linguaggi di programmazione. Lera si è subito dimostrata molto interessata a questa mia idea e, anche se non è stato condotto nessun esperimento in merito, ha ritenuto questa idea non scartabile a priori.
Rispetto a quarant’anni fa, oggi i calcolatori elettronici sono cresciuti e sono diventati estremamente più complessi. E’ impensabile per chiunque riuscire a capire approfonditamente l’insieme dei processi che contemporaneamente intervengono nel funzionamento di un moderno computer. Processi dinamici non lineari e quindi impredicibili avvengono continuamente senza che noi neppure ce ne accorgiamo. I calcolatori oggi sono “simulatori di determinismo”.

I linguaggi di programmazione sono il mezzo per comunicare il nostro pensiero e le nostre intenzioni al computer. Ovviamente essendo diventati molto più complessi i computer, anche i linguaggi con i quali noi comunichiamo con loro sono cresciuti in complessità. Noi ci serviamo dei computer per risolvere qualsiasi tipo di problema, oggi. Per far capire al computer i termini del problema che vogliamo risolvere dobbiamo formulare questo problema in un linguaggio che il computer possa comprendere. Esiste solo un modo per formulare il problema in un linguaggio di programmazione? No, ne esistono moltissimi. Almeno uno per ogni linguaggio oggi esistente e poi all’interno dello stesso linguaggio di programmazione il problema può essere espresso in decine di modi diversi.
Quello di cui Lera ed io abbiamo discusso è la possibilità che il programmatore che conosce più linguaggi di programmazione trova meno difficoltà a far capire il suo pensiero al computer rispetto a quello che conosce un solo linguaggio.

Un esempio tratto dalla mia esperienza. Durante un corso che ho tenuto recentemente ho dato alla classe un esercizio particolare. “Data una stringa di caratteri scrivere un programma che prendesse in input la stringa originale e che producesse in output la stessa stringa scritta al contrario”. 
Banale? Sì, ma come condizioni aggiuntive ho imposto che il programma non facesse uso ne di assegnazioni di variabili, ne di cicli “while”, “do while” o “for”. Il linguaggio da utilizzare era in quel caso C#. In una classe di 11 programmatori solo due hanno risolto dopo una decina di minuti il problema, gli altri 9 hanno ritenuto impossibile la soluzione dell’esercizio pensando fosse una domanda a trabocchetto. Cercando poi di scoprire il perché di un fallimento così netto nel risolvere un’esercizio all’apparenza banale, ho scoperto che i due programmatori che immediatamente erano giunti alla soluzione, oltre a C# conoscevano molto bene almeno altri cinque linguaggi di programmazioni tra i quali c’erano LISP e Haskell. Morale, la conoscenza di questi linguaggi ha dato la capacità a questi due programmatori di modellizzare il problema da un altro punto di vista (funzionale piuttosto che imperativo) giungendo immediatamente alla soluzione.

Come dicevo prima non esistono test sperimentali dell’ipotesi di Sapir-Whorf riguardanti i linguaggi formali, ma sia io sia Lera siamo convinti che esiste un’analogia a livello cognitivo tra linguaggio naturale e linguaggio formale. Molto lavoro rimane ancora da fare...

Luca Ciciriello.

mercoledì 12 ottobre 2011

La pubblicità web sorpassa la stampa



Continua la forte ascesa della pubblicità online che ha superato la carta stampata e secondo le stime, dovrebbe essere al secondo posto, solo dietro la televisione, nel 2012.

Rimando alla lettura dell'articolo completo su ilsole24ore.com

Quando il “C” fermò la ricerca

Piccola introduzione.
Da oggi l'amico Luca mi affiancherà nella pubblicazione di articoli su questo blog.


Luca è un programmatore , e ci racconterà il mondo della programmazione sotto l'aspetto storico, tecnico e sotto certi aspetti "filosofico".


Dopo aver ringraziato Luca per essersi unito a me vi lascio al primo articolo.
Buona lettura.



Quando il “C” fermò la ricerca

Siamo nei primi anni ’70. Frances Allen lavora all’IBM, anzi è a capo di un progetto molto 
ambizioso. Il progetto si chiama PTRAN e tratta di un ottimizzatore automatico per il 
compilatore Fortran ad alte prestazioni. La Allen ha capito come ottimizzare il codice 
generato dal compilatore Fortran in modo che automaticamente possa essere eseguito in 
modo efficiente sulle macchine IBM ad alto grado di parallelismo. Il progetto PTRAN ha un 
notevole successo, ma la strada verso l’ottimizzazione automatica del codice è appena 
iniziata. Ma ecco che ad una conferenza sui linguaggi e compilatori viene presentato un 
linguaggio nuovo e, a detta dei relatori che lo presentano, innovativo. Il linguaggio “C”. 
Questo linguaggio divide subito la comunità scientifica. Da un lato c’è chi lo ama, dall’altro 
chi intuisce che la ricerca sui compilatori è arrivata alla fine. Perché il C è così pericoloso? 
Perché nessuna ottimizzazione automatica è più necessaria. Tutto è demandato al 
programmatore che si dovrà occupare in prima persona di scrivere un codice adatto ad 
essere eseguito su più linee di elaborazione. Inoltre il programmatore dovrà scrivere 
codice sintatticamente e semanticamente perfetto, perché il compilatore C non farà 
nessun controllo statico del codice scritto. 
Ecco quindi che la ricerca sull’ottimizzazione automatica si è fermata quel giorno, quando 
il linguaggio C ha visto la luce (ed ha aperto la strada a tutti i linguaggi imperativi che oggi 
conosciamo) ed il progetto PTRAN è stato cancellato dall’IBM. Ma, come si dice, al peggio 
non c’è mai fine. Quarant’anni fa i “Supercalcolatori” con architettura parallela, li 
possedevano solo le grandi università o le grandi compagnie come la IBM, ma oggi, ogni 
computer, e persino quasi ogni smartphone, incorpora un processore con più di un “core” 
di elaborazione. Il calcolo parallelo è diventato una realtà che pervade ogni dispositivo. E il 
software? I programmatori, oggi si stanno rendendo conto di non possedere gli strumenti 
teorici per gestire la complessità derivante dalla programmazione parallela. 
Semplicemente non esiste la teoria per supportare questa enorme complessità. Si è 
tentato di equipaggiare i linguaggi di programmazione moderni con utility che avrebbero 
dovuto imbrigliare il multithreading e la programmazione parallela, ma la complessità da 
affrontare è troppo elevata e nessun programmatore è in grado oggi di affermare senza 
ombra di dubbio che il codice che ha scritto è assolutamente “thread-safe”. Se afferma il 
contrario, mente, o ha sottovalutato il problema all’origine.
Qualcosa però si sta muovendo. Consapevoli di questo empasse di 40 anni i ricercatori 
stanno cercando di recuperare terreno. Tecnologie di ottimizzazione automatica stanno 
nascendo sia a livello di sistema operativo (come la tecnologia GCD), sia a livello di 
compilazione come nel compilatore Clang (LLVM) di Apple o per il compilatore Haskell 
GHC che utilizza la tecnologia DPH (Data Parallel Haskell), o ancora con PLINQ 
incorporato nel framework .NET. Ma la strada è ancora lunga. Siamo appena all’inizio. 
Frances Allen, che nel 2006 ha ricevuto l’ACM Turing Award (il Nobel per chi pratica la 
nostra disciplina), ha fatto una considerazione interessante riguardo al futuro della 
Computer Science: “Se noi consideriamo che discipline come la Fisica o la Matematica 
hanno avuto secoli di evoluzione, se confrontata con una disciplina come la Fisica, la 
Computer Science è oggi ai tempi di Newton. Esistono interi orizzonti inesplorati verso i 
quali dobbiamo incamminarci senza paura.”

Luca Ciciriello.




martedì 11 ottobre 2011

Un video ufficiale Samsung per annunciare Google Nexus Prime

In attesa dell'11 Ottobre (oggi) quando avverrà la presentazione vera e propria, Samsung ha messo in rete un video per pubblicizzare l'ormai prossima commercializzazione del Google Nexus Prime, il primo smartphone samsung con Android Ice Cream Sandwich.

In attesa delle immagini della presentazione e del prodotto eccovi il video.




domenica 9 ottobre 2011

Roadmap processori AMD 2012



Il sito hwupgrade.it pubblica la roadmap aggiornata dei processori AMD per il 2012.

Il sito turco donanimhaber ha pubblicato un'immagine che spiega le uscite per l'anno prossimo:



Come possiamo vedere i processori più attesi, quelli della famiglia Trinity sono attesi per il secondo trimestre del 2012.

www.fluxinformatica.it

domenica 2 ottobre 2011

Samsung Galaxy Note: lo smartphone si evolve



Video presentazione del Samsung Galaxy Note, il nuovo smartphone della casa sudcoreana che prova a riscrivere l'esperienza di questi device.


La prima cosa che notiamo sono sicuramente le dimensioni: il display infatti è di ben 5,3" per delle dimensioni di 146.85 x 82.95 x 9.65 mm, 178g; la risoluzione è di 1280 x 800, 285 PPI su di un display Super AMOLED.
Le altre caratteristiche sono: 

  • fotocamera da 8mp con LED Flash, 2MP la frontale;
  • i video potranno essere registrati in 1080p@30fps (codec MPEG4/ H.263/ H.264/ DivX, Xvid, WMV, VC-1);
  • Display Multitouch con possibilità di utilizzare oltre le dita anche l' S Pen (Advanced smart pen);
  • Bluetooth v 3.0, USB 2.0, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n, Wi-Fi Direct;
  • Memoria interna da 16 GB

La piattaforma Android che troveremo sarà la 2.3 Gingerbread.


Questo il sito internet Samsung di presentazione del prodotto:   samsung.com